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Puoi piegarti alla neve, puoi giocare alle bandiere Puoi pigliare a pugni il mondo e il sole a calci nel sedere Ma se ti volti e ti rivolti nello spago del teatrino Resterai per sempre vago spento e stanco burattino


Diario


4 novembre 2007

tigri e menefottisti

quello che mi piace delle donne è che di solito non hanno tigri nascoste su per il sedere.
io ho molta paura delle tigri.

quando ero giovinotto
(e checcazzo sei ora? vecchio, come sempre, non sono mai stato giovinotto)
quando non ero giovinotto, dicevo, avevo un motto spensierato in fatto di donne, un motto che suonava del tipo:
"dicono che chi capisce le donne è bravo, e se non mi interessasse capirle?"

questo forse suonava un po' omo
forse suonava un po' imbecille
forse mi cagavo solo addosso

è una consuetudine di chi si caga addosso fingere di non interessarsi al problema.
sì è anche una consuetudine degli imbecilli.
per quanto sembri incoerente col discorso, invece, non è consuetudine degli omosessuali.
cosa sto cercando di dimostrare?
che sono omosessuale?

no, il problema è che in questo discorso le donne, gli uomini, il sesso, i riti di accoppiamento non c'entrano una bella cippa.
volevo vedere se tutti i pirla che vanno in giro per i blog a vedere se c'è qualcosa di torbido nella vita degli altri abboccavano.
(non hanno abboccato. beh c'era da aspettarselo..questo blog è incluso nella lista dei blog consigliati a chi è in procinto di suicidarsi.)


nella foto Carla, mia assidua lettrice,  festeggia il mio primo post

in realtà quando non ero giovinotto ero, senza saperlo, arruolato nella truppa dei menefottisti.
via, diciamolo, tutti hanno purtroppo un periodo da testa di cazzo in cui vengono arruolati nella truppa volenti o nolenti.
se il problema fosse solo in rapporto con l'altro sesso avremmo solo un'accozzaglia di asessuati pettinati come un quadro di Chagall
(e ci sarebbero le file ai casting dei programmi di Chiambretti tra l'altro)

invece purtroppo la truppa si ingrossa, la truppa dei menefottisti vanta esponenti di alto merito, la truppa dei menefottisti tocca tutti i campi e, soprattutto, la politica.

ora quando io apro la bocca per pronunciare, o anche solo per pensare, la parola politica, non penso al parlamento, neanche alla democrazia
(evito di pensare alla democrazia dal 13 maggio del 1993 quando mentre ci pensavo un merluzzo mi si incastrò in una narice. una giornata memorabile, soprattuto per il merluzzo)
e non penso neanche alla gente che fa la fila per andare a votare.

penso a quella cosa che vuol dire interessarsi a ciò che accade nella polis, che non sia il paesello in cui paghiamo l'ici però, o non solo comunque, alle travi che abbiamo nella pupilla mentre cerchiamo pagliuzze d'oro nel fiume Sand Creek
(chi ha sentito la versione di ligabue sa, come me, che esiste qualcosa di peggio che vedere la parodia di totò fatta da un criceto con la bombetta)


dei due il criceto è quello vispo
l'altro è ligabue

e ora che non sono ancora giovinotto è pieno di gente a modo, gente per bene, gente che stimo pure, gente della mia età e non, adepti della truppa
"guarda a me la politica non interessa, diciamo che sono apolitico"
"bene, allora ti dispiace se costringo con la forza tua nonna a inghiottire l'amianto che sta sul tetto di una scuola elementare così da salvare le vite a un centinaio di marmocchi?"
"fai pure tanto mia nonna è morta..."
"oh, sono sicuro che potrebbe essere più morta"

il problema è che non si può essere apolitici, puoi fregartene dei partiti, puoi fregartene delle elezioni,
ma finchè vivi,
finchè compri al supermercato,
finchè non ti fabbrichi in casa anche la carta-igienica,
finchè riempi il serbatoio di benzina o altro,
finchè non ti fai sterilizzare in modo da non avere figli
e non ti trasferisci su marte vivendo da solo e nutrendoti di pezzi di satelliti distrutti
caro il mio menefottista,
che tu ti interessi o no della politica, la politica la fai
e la fai più di chiunque altro
più di quelli che la politica la fanno di professione
più di quelli che vedi sbandierare alle manifestazioni

perchè caro il mio menefottista
i cartelloni elettorali,
i volantini a casa,
i faccia-faccia in televisione,
i compromessi della classe politica col mondo dello spettacolo,
i comizi nei paesi,
i miliardi spesi per l'immagine di un partito,
i convegni,
la par-condicio,
gli sms "vai a votare",
tuttalamareadistronzate che mi tocca reggere una primavera sì e l'altra pure,
eccetera eccetera
sono fatte solo ed esclusivamente per te.

per far abboccare te e la tua truppa di menefottisti ad uno degli ami che lanciano.
quindi, se vuoi evitarlo, fatti un'idea, una tua, e cerca di dare l'impressione che sia ben salda.
poi cambiala quanto vuoi
ma non dargli l'impressione che loro possano convincere così facilmente un menefottista disinteressato
(e guarda che di riffa o di raffa prima o poi ci riescono se non ti svegli)

io ho paura delle tigri
per questo cerco di conoscerle
per questo me ne interesso
il menefottismo lascialo ai fascisti
(vedi che nella politica ci sei già per definizione anche se non lo vuoi?)

vedi di interessarti
per piacere
fallo per tutti noi

...


se no va a incularti una tigre, va'



ogni anno circa 400 tigri muoiono per lo stress.
lo stress è dovuto al fatto che i loro sbadigli
vengono interrotti puntualmente da gente imbecille
che, vedendole con le fauci spalancate, urla.


nella foto Carla, mia assidua lettrice,festeggia il mio primo post




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Tiranno e vichingo, bastardo il tempo

Una barca bucata chissà se la riempio

Perché a svuotarla si fa più fatica

Trattieni il respiro è legno d’ortica

E non c’è paese in cui sbarcare

Neanche uno scoglio per naufragare

Sputo giù un seme cresce gramigna

Piango nell’acqua, acqua di vigna

Piango nell’acqua, acqua di vigna

 

 

 

 

Sogno

Mi alzo di scatto dall’incubo acerbo

Esco di casa Un po’ d’aria sana

Giuda è ormai ricco e il vigile calmo

Fa i conti in tasca a una puttana

E mentre allo schermo giornalisti e mafiosi

Ringraziano i santi beati per droga

 

Gli 8 più belli si giocano il mondo

In piazza del cristo impiccato a una toga

 

 

 

 

Ostaggio

E se mi aveste dato un nome che non sia paese

Avrei pagato inerme il riscatto più le spese

Colline mari e monti senza tracce di un confine

Avrei stretto la mano al loro Dio

 ..............ma..........

Siccome non ho visto i vostri visi in mezzo ai loro

Non godo da defunto di due o tre medaglie d’oro

Siccome siete in casa che scegliete un’altra bomba

Il vostro agnello sacro

Sgozzato per la guerra

Tra l’uomo e la colomba

Quella chiazza sulla terra

Lo special troppo corto

Perché non son risorto

Quest’anno, buona pasqua, sono io.










 

In questa città

Di nuvole gonfie color di immondizia

In questa città

Di gente affannata e mercantizia

C’è un negozio che vende l’amore

Ma è vietato bere liquore

Faccio un assegno per dei pantaloni

Guarda le strade son tutte marroni

 

In questa città

Coi portici neri color funerale

In questa città

All’angolo un povero mendica sale

C’è una signora che inquadra i bambini

Tutti vestiti color celerini

Tutti vestiti da brave persone

Guarda l’asfalto è tutto marrone

 

Andiamo partiamo

Andiamo lontano

Sento già aria di rivoluzione

E la tristezza scemare pian piano

Lontano è l’odore di asfalto marrone


In questa città

Costruiremo un portico fatto di fiori

In questa città

Costerà tutto meno faremo i signori

Si potran bere tanti liquori

E il divertimento sarà autorizzato

Faremo una musica più scatenata

E pareti e strade di cioccolato

 

Che bella città

Tutta dipinta col cioccolato

Che bella città

Tutta intarsiata col cioccolato

E ci son vestiti di tutte le taglie

E tutti i colori dell’arcobaleno

Si balla, si ama, si spende di meno

E mai più nessuno ci metterà un freno

 

Che bella città

Si balla, si ama e si pensa di meno

Che bella città

Divise dipinte di arcobaleno

Dietro le pareti di nocciolato

Rimane un barbone che mendica erba

E anche l’asfalto, non è cioccolato

E’ solo marrone, marrone di merda


 


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