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altrist
Puoi piegarti alla neve, puoi giocare alle bandiere Puoi pigliare a pugni il mondo e il sole a calci nel sedere Ma se ti volti e ti rivolti nello spago del teatrino Resterai per sempre vago spento e stanco burattino


Diario


14 novembre 2007

il pozzo che guarda nel pozzo

mi guardo in giro, chi mi guarda? qualcuno ride di me? come sono io da fuori?

c'era un'altalena me lo ricordo
anche se avevo ancora l'età che non ci si ricorda di niente
e c'era un bambino della mia età
giocava felice, sembrava felice? no, sì, anzi no, anzi sì sembrava felice, direi che era felice
ma che c'è?
c'è che era strano quel bambino
era come me, come gli altri bambini ma...ma no...che faccia strana...
direi quasi come se fosse una faccia buffa che vuole fare
ma non la vuole fare
è la faccia sua

mi guardo in giro, chi mi guarda? qualcuno ride di me? come sono io da fuori?


c'era un'altalena questo me lo ricordo
c'ero io alle giostre di Recco con mamma nonna e focaccia
e c'era un bambino della mia età
quindi molto piccolo
quasi uguale a me
solo
solo che lui aveva la sindrome di down
ed io no.

e quando hai 5 anni non sai cos'è
ma capisci in fretta
capisci o non capisci ma chiedi
e io mi volto verso mia nonna e chiedo:
"nonna, ma lui lo sa di essere così?"

mi guardo in giro, chi mi guarda? qualcuno ride di me? come sono io da fuori?


Ultimo è un mio amico d'infanzia
un mio amico di quelli proprio che manco ti ricordi da quanto tempo ti conosci
e se ci pensi bene non puoi nemmeno ricordarti la prima volta che lo hai chiamato per nome
lo chiamo Ultimo ma lo potrei chiamare in mille altri modi
infatti non l'ho chiamato mai Ultimo
ma oggi lo chiamo Ultimo
Ultimo è ritardato
non è down, non sta sulla carrozzella
semplicemente è un po' indietro.

ma attenzione, di una sfumatura lieve, non è che abbia 30 anni e ne dimostri 5, solo qualche anno di meno, solo un po' distratto, solo un po' naif con il presepio montato in casa ad ottobre e le domeniche al centro commerciale come evento della settimana.
non servo casi umani su questo vassoio, è un caso limite, è come un esempio
lui sta indietro e non lo sa e i suoi che invece lo sanno fanno finta di non saperlo
o magari ormai è cancellato dalla memoria che Ultimo non sia come tutti gli altri della sua età
Ultimo è più di 20 anni che è Ultimo e ormai non ci si fa più caso

mi guardo in giro, chi mi guarda? qualcuno ride di me? come sono io da fuori?

e però Ultimo non trova lavoro perchè nessuno da lavoro ad uno come Ultimo a meno che non ci sia un foglio che dice che Ultimo è ritardato cosicchè si possa assumere Ultimo e dire che
"almeno un handicappato ce lo abbiamo in fabbrica...toh...in culo alla legge"
ed è un handicappato di lusso Ultimo perchè è solo un cicinino indietro
quindi sarebbe come avere solo un operaio un po' lento
ma Ultimo quel foglio non ce l'ha, perchè Ultimo non sa di essere com'è e nessuno glielo dice
e così Ultimo sta a casa con la mamma, e non trova una donna, e non trova un lavoro, e non trova la vita sua.
perchè Ultimo non sa di essere com'è, ma sa invece che non è come me, come gli altri.

e quando passo e lo saluto mi viene in mente la faccia di mia nonna quando le ho chiesto se quel bambino sapeva di essere com'era...la faccia di mia nonna che dice
" no, non lo sa"
un po' colpita dalla domanda e un po' triste per dovermi dare quella risposta.

mi guardo in giro, chi mi guarda? qualcuno ride di me? come sono io da fuori?

beh che ci crediate o no io da quel giorno mi guardo intorno
guardo che non ci sia nessuno che mi stia guardando e che si stia chiedendo
"ma lui lo sa di essere così?"
perchè quel giorno di estate con la focaccia e l'altalena
col mare d'estate e il bambino strano che giocava
ho fatto a mia nonna una seconda domanda:
"ma se io fossi così...tu me lo diresti?"
e lei ancora non mi ha risposto






permalink | inviato da altrist il 14/11/2007 alle 0:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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20 anni

Tiranno e vichingo, bastardo il tempo

Una barca bucata chissà se la riempio

Perché a svuotarla si fa più fatica

Trattieni il respiro è legno d’ortica

E non c’è paese in cui sbarcare

Neanche uno scoglio per naufragare

Sputo giù un seme cresce gramigna

Piango nell’acqua, acqua di vigna

Piango nell’acqua, acqua di vigna

 

 

 

 

Sogno

Mi alzo di scatto dall’incubo acerbo

Esco di casa Un po’ d’aria sana

Giuda è ormai ricco e il vigile calmo

Fa i conti in tasca a una puttana

E mentre allo schermo giornalisti e mafiosi

Ringraziano i santi beati per droga

 

Gli 8 più belli si giocano il mondo

In piazza del cristo impiccato a una toga

 

 

 

 

Ostaggio

E se mi aveste dato un nome che non sia paese

Avrei pagato inerme il riscatto più le spese

Colline mari e monti senza tracce di un confine

Avrei stretto la mano al loro Dio

 ..............ma..........

Siccome non ho visto i vostri visi in mezzo ai loro

Non godo da defunto di due o tre medaglie d’oro

Siccome siete in casa che scegliete un’altra bomba

Il vostro agnello sacro

Sgozzato per la guerra

Tra l’uomo e la colomba

Quella chiazza sulla terra

Lo special troppo corto

Perché non son risorto

Quest’anno, buona pasqua, sono io.










 

In questa città

Di nuvole gonfie color di immondizia

In questa città

Di gente affannata e mercantizia

C’è un negozio che vende l’amore

Ma è vietato bere liquore

Faccio un assegno per dei pantaloni

Guarda le strade son tutte marroni

 

In questa città

Coi portici neri color funerale

In questa città

All’angolo un povero mendica sale

C’è una signora che inquadra i bambini

Tutti vestiti color celerini

Tutti vestiti da brave persone

Guarda l’asfalto è tutto marrone

 

Andiamo partiamo

Andiamo lontano

Sento già aria di rivoluzione

E la tristezza scemare pian piano

Lontano è l’odore di asfalto marrone


In questa città

Costruiremo un portico fatto di fiori

In questa città

Costerà tutto meno faremo i signori

Si potran bere tanti liquori

E il divertimento sarà autorizzato

Faremo una musica più scatenata

E pareti e strade di cioccolato

 

Che bella città

Tutta dipinta col cioccolato

Che bella città

Tutta intarsiata col cioccolato

E ci son vestiti di tutte le taglie

E tutti i colori dell’arcobaleno

Si balla, si ama, si spende di meno

E mai più nessuno ci metterà un freno

 

Che bella città

Si balla, si ama e si pensa di meno

Che bella città

Divise dipinte di arcobaleno

Dietro le pareti di nocciolato

Rimane un barbone che mendica erba

E anche l’asfalto, non è cioccolato

E’ solo marrone, marrone di merda


 


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