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Puoi piegarti alla neve, puoi giocare alle bandiere Puoi pigliare a pugni il mondo e il sole a calci nel sedere Ma se ti volti e ti rivolti nello spago del teatrino Resterai per sempre vago spento e stanco burattino


Diario


13 dicembre 2007

Il senso della merda

Innalzo un inno
un inno di feci
feci che feci
e feci che non feci
feci facili di amici felici
e feci infelici di famelici stitici.

La merda è libera, più che democratica,
la merda è illogica e per questo ha sua logica
la merda che scivola, la merda che rotola,
la merda che riconsegna la vita alla vita
la merda divina, la merda proebita,
la merda in entrata, la merda in uscita.

La merda che fa paura,
la merda più chiara, la merda più scura,
che danza confusa di dentro al tuo ventre
la merda ti parla, la merda ti sente.

la merda è anarchia, potere dall'ano
è cosa di tutti, è cosa di gente
che fa del più misero uomo sovrano
che fa del più ricco signore impotente

e chi ne fa schifo
e chi si nasconde
e chi la rigetta che è roba da vili
si scorda che era, che è, che sarà
di quella sostanza che sta nei porcili
che unisce l'umano da ospizi ad asili

se solo chi regna giammai si scordasse
che grigia poltiglia produce sul trono
di bianca ceramica, di argento sua asse
sforzando i suoi muscoli appresso del tuono
allora quei titoli, i soldi, la reggia
da cui guarda fiero e iracondo le masse
varrebbero quanto un'immane scorreggia
varrebbero quanto le sue parti basse

se solo chi chino su un duro lavoro
trovasse sua arma nel bolo evoluto
per riappropriarsi del proprio decoro
rispondere agli ordini con retro-starnuto
allora potrebbe trovare l'uscita
un senso al cammino senza che si perda
per far della merda un inno alla vita
e non solamente una vita di merda







permalink | inviato da altrist il 13/12/2007 alle 1:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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20 anni

Tiranno e vichingo, bastardo il tempo

Una barca bucata chissà se la riempio

Perché a svuotarla si fa più fatica

Trattieni il respiro è legno d’ortica

E non c’è paese in cui sbarcare

Neanche uno scoglio per naufragare

Sputo giù un seme cresce gramigna

Piango nell’acqua, acqua di vigna

Piango nell’acqua, acqua di vigna

 

 

 

 

Sogno

Mi alzo di scatto dall’incubo acerbo

Esco di casa Un po’ d’aria sana

Giuda è ormai ricco e il vigile calmo

Fa i conti in tasca a una puttana

E mentre allo schermo giornalisti e mafiosi

Ringraziano i santi beati per droga

 

Gli 8 più belli si giocano il mondo

In piazza del cristo impiccato a una toga

 

 

 

 

Ostaggio

E se mi aveste dato un nome che non sia paese

Avrei pagato inerme il riscatto più le spese

Colline mari e monti senza tracce di un confine

Avrei stretto la mano al loro Dio

 ..............ma..........

Siccome non ho visto i vostri visi in mezzo ai loro

Non godo da defunto di due o tre medaglie d’oro

Siccome siete in casa che scegliete un’altra bomba

Il vostro agnello sacro

Sgozzato per la guerra

Tra l’uomo e la colomba

Quella chiazza sulla terra

Lo special troppo corto

Perché non son risorto

Quest’anno, buona pasqua, sono io.










 

In questa città

Di nuvole gonfie color di immondizia

In questa città

Di gente affannata e mercantizia

C’è un negozio che vende l’amore

Ma è vietato bere liquore

Faccio un assegno per dei pantaloni

Guarda le strade son tutte marroni

 

In questa città

Coi portici neri color funerale

In questa città

All’angolo un povero mendica sale

C’è una signora che inquadra i bambini

Tutti vestiti color celerini

Tutti vestiti da brave persone

Guarda l’asfalto è tutto marrone

 

Andiamo partiamo

Andiamo lontano

Sento già aria di rivoluzione

E la tristezza scemare pian piano

Lontano è l’odore di asfalto marrone


In questa città

Costruiremo un portico fatto di fiori

In questa città

Costerà tutto meno faremo i signori

Si potran bere tanti liquori

E il divertimento sarà autorizzato

Faremo una musica più scatenata

E pareti e strade di cioccolato

 

Che bella città

Tutta dipinta col cioccolato

Che bella città

Tutta intarsiata col cioccolato

E ci son vestiti di tutte le taglie

E tutti i colori dell’arcobaleno

Si balla, si ama, si spende di meno

E mai più nessuno ci metterà un freno

 

Che bella città

Si balla, si ama e si pensa di meno

Che bella città

Divise dipinte di arcobaleno

Dietro le pareti di nocciolato

Rimane un barbone che mendica erba

E anche l’asfalto, non è cioccolato

E’ solo marrone, marrone di merda


 


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