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altrist
Puoi piegarti alla neve, puoi giocare alle bandiere Puoi pigliare a pugni il mondo e il sole a calci nel sedere Ma se ti volti e ti rivolti nello spago del teatrino Resterai per sempre vago spento e stanco burattino


Diario


8 gennaio 2008

hovoglia (ssenzassensso)

hovoglia
di spegnere sorrisi dissuadenti, di togliere i commenti, di non lavarmi i denti, di dare un bacio in bocca ai prepotenti

hovoglia
della foglia, viaggiatori sulla soglia, di un arancia che si spoglia, di un tombino che germoglia

hovoglia
di fatica, di gente più pudica, di una storia antica, del cielo e di un'amaca

hovoglia
della rabbia, parole come scabbia, un frontale nella nebbia,  e di una mototrebbia

hovoglia
di cianuro, di  vomito sul muro, di essere sicuro di non aver futuro

hovoglia
dell'oblio, di non sentire dio, di un faro ed un leggio, di un lungo e lento addio

hovoglia
di fanghiglia, sudare dalle ciglia, di un chiodo alla caviglia, i sogni di una triglia

hovoglia
di pensieri indipendenti
di una radio fuori norma
di scivolare dento al cognac
di riprendermi l'infanzia
di un disprezzo spensierato
di un coniglio nel terrazzo
di una vecchia scorreggiona
di un solaio nell'imbuto
di un amico che solfeggi
di uno stato di ubriaconi
di un fienile impiastricciato
di una barca di tucani
delle frasi senza assenso
di un calendario storto
di tabacco alla cannella
di sdraiarmi sull'asfalto
di saltare sopra un pancreas
di infilarmi nel soffitto

di cinesi in affitto


ho voglia di morire e vedere il mio funerale
(ma questo lo vogliono tutti)
che poi magari ti accorgi che si sono dimenticati e non viene nessuno
e il giorno dopo provano a chiamarti per chiederti scusa
e ho voglia di lasciarlo squillare
per ore ed ore
mettere una suoneria bislacca
e lasciarlo andare così sotto terra
che il suono si propaghi per il cimitero
vedere la gente dimenarsi per capir da dove viene
perchè un urlo di morte si fa fatica a sentirlo
ma nessuno può resistere al fascino
dello squillo di un cellulare dall'oltretomba.






permalink | inviato da altrist il 8/1/2008 alle 1:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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20 anni

Tiranno e vichingo, bastardo il tempo

Una barca bucata chissà se la riempio

Perché a svuotarla si fa più fatica

Trattieni il respiro è legno d’ortica

E non c’è paese in cui sbarcare

Neanche uno scoglio per naufragare

Sputo giù un seme cresce gramigna

Piango nell’acqua, acqua di vigna

Piango nell’acqua, acqua di vigna

 

 

 

 

Sogno

Mi alzo di scatto dall’incubo acerbo

Esco di casa Un po’ d’aria sana

Giuda è ormai ricco e il vigile calmo

Fa i conti in tasca a una puttana

E mentre allo schermo giornalisti e mafiosi

Ringraziano i santi beati per droga

 

Gli 8 più belli si giocano il mondo

In piazza del cristo impiccato a una toga

 

 

 

 

Ostaggio

E se mi aveste dato un nome che non sia paese

Avrei pagato inerme il riscatto più le spese

Colline mari e monti senza tracce di un confine

Avrei stretto la mano al loro Dio

 ..............ma..........

Siccome non ho visto i vostri visi in mezzo ai loro

Non godo da defunto di due o tre medaglie d’oro

Siccome siete in casa che scegliete un’altra bomba

Il vostro agnello sacro

Sgozzato per la guerra

Tra l’uomo e la colomba

Quella chiazza sulla terra

Lo special troppo corto

Perché non son risorto

Quest’anno, buona pasqua, sono io.










 

In questa città

Di nuvole gonfie color di immondizia

In questa città

Di gente affannata e mercantizia

C’è un negozio che vende l’amore

Ma è vietato bere liquore

Faccio un assegno per dei pantaloni

Guarda le strade son tutte marroni

 

In questa città

Coi portici neri color funerale

In questa città

All’angolo un povero mendica sale

C’è una signora che inquadra i bambini

Tutti vestiti color celerini

Tutti vestiti da brave persone

Guarda l’asfalto è tutto marrone

 

Andiamo partiamo

Andiamo lontano

Sento già aria di rivoluzione

E la tristezza scemare pian piano

Lontano è l’odore di asfalto marrone


In questa città

Costruiremo un portico fatto di fiori

In questa città

Costerà tutto meno faremo i signori

Si potran bere tanti liquori

E il divertimento sarà autorizzato

Faremo una musica più scatenata

E pareti e strade di cioccolato

 

Che bella città

Tutta dipinta col cioccolato

Che bella città

Tutta intarsiata col cioccolato

E ci son vestiti di tutte le taglie

E tutti i colori dell’arcobaleno

Si balla, si ama, si spende di meno

E mai più nessuno ci metterà un freno

 

Che bella città

Si balla, si ama e si pensa di meno

Che bella città

Divise dipinte di arcobaleno

Dietro le pareti di nocciolato

Rimane un barbone che mendica erba

E anche l’asfalto, non è cioccolato

E’ solo marrone, marrone di merda


 


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