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altrist
Puoi piegarti alla neve, puoi giocare alle bandiere Puoi pigliare a pugni il mondo e il sole a calci nel sedere Ma se ti volti e ti rivolti nello spago del teatrino Resterai per sempre vago spento e stanco burattino


Diario


20 febbraio 2008

candidi candidati scandalosi

buongiorno blogghisti silenziosi che leggete e fuggite da questo water senza lasciare traccia
(questo vuol dire che siete persone ben educate che tirano l'acqua)

questo è un post che uno non si aspetta dall'altruista altriste che spesso narra di cose non viste
ma lo scenario democristo di questa democrazia di poveri cristi è talmente divertente da eccitare pure i poveri altristi.
(democrazia rappresentativa sia chiaro, non v'è casta se si tasta con sonda la melma immonda che circonda)

a destra tornano i fasci in fasci di nervi candidano la mascella volitiva rifatta di una santa 'che santa non è, santi son altri che santi non hanno, che i santi non fanno.
santa da bla bla bla bla parolaio, santa da uomini e donne di maria dei filippini, santa da giardini pubblici, marciamo su roma ma solo di prada addobati, santa da littori firmati.
ma son fasci coatti e dichiarati e non fasci nascosti dietro a popoli di libertà che "stasera la tele che fa?"

più in là c'è chi pianta casini
, sembra per motivi politici più fini, ma in realtà il motivo è più da becchini.
un giorno muore la mamma del santo più santo al vin santo che abbiamo (e pace all'anima sua e a chi non le ha spiegato come si usa il gondone)
il giorno dopo muore la madre dell'altro più stanco, più franco, più gian.
il terzo giorno (e si sa che il terzo giorno è importante per chi ci crede) la madre del pierfe...del ferdi...del perdi insomma chiama il pargolo suo con fare scaramantico:
"oh! vedi di non allearti con quei due, pensa alle penne tue, ma alle penne mie soprattutto, io alla pellaccia ci tengo, quelli portano iella, vai alle urne da solo, al massimo vai coi comunisti che quelle le mamme se le tengono bone, al massimo si mangiano i bambini"
e così il pianta casini va da solo, lui e i centrini, che sono un centinaio direi.

e dio mi salvi dagli opposti centrismi
che se fossi uno che c'entra nel centro (ma per fortuna io non c'entro un cazzo) avrei l'imbarazzo della scelta.
tra mastini clementi, pizzini e pezzotti, casini e casotti un povero democristo non sa proprio che pesci pigliare (ma niente paura quelli ce l'hanno per vocazione, i pesci li moltiplicano e una lisca per tutti si rimedia).

e così nel popolo bove della libertà ea là là c'è rimasto solo il delfino missino.
mi ricorda quando si decideva di buttarsi tutti dalla scogliera in altomare per fare il tuffo collettivo, e intanto quelli dietro ci si faceva l'occhiolino e alla fine si buttava solo il più meschino, rimettendoci il codino: " ah gian! ma che davero davero te sei buttato?! m'an vedi che fesso che sei!"

dall'altra parte
un gran casino di social libersti tutti indipendentisti (ma davvero uno in italia può ancora farsi chiamare socialista senza aver perso una scommessa? io mi credevo che scherziavate...)

poi c'è chi parte democratico e arriva emostatico: la guerra in Iraq ci voleva, il nano di là non è poi tanto male, quasi quasi gli faccio il piedino, ma sì che poi magari dopo si fa una larga intesa e si intesta tutto alla filippina (che lo intesta alla holding 1 che è dentro alla holding 6 eccetera eccetera)
il walter da un colpo alla binetti e un colpo alla bottana, si rifà il look da obama all'italiana e chissà di non vederlo presto armato di bandana

più a sinistra ci stanno i quattro fratelli Marx riuniti senza calce nè secchiello:
c'è groucho bertinotti (favolosa la sua gag a che tempo che fa "non credo negli uomini per tutte le stagioni....largo ai giovani...mi ritaglierò un ruolo da consigliere del candidato" tre giorni prima di candidarsi a premier, la guerra lampo in confronto è roba da dilettanti)
chico pecoraro scanio (donnaiolo, uomaiolo, giocatore, ma non fatelo parlare di cose serie, non ce la fa proprio)
harpo diliberto (quello muto...e se è il fratello muto un motivo ci sarà, le cose non accadono per caso)
e zeppo (come...non ricordate zeppo dei fratelli marx? è normale non se lo ricorda nessuno...proprio come sinistra democratica)

ah dimenticavo! l'aborto ha appena deciso di creare una lista "ferrara, no grazie".
mi sembra un po' troppo tardi, poteva pensarci qualche decina di anni fa, ma meglio tardi che mai...chi vincerà la sfida?

lo so, lo so, uno guarda lo scenario e non sa di che morte morire ("morire per delle idee, l'idea è affascinante" basterebbe averne una)
ma come ebbi modo di pregare già in precedenza: fate finta di sapere già chi votare, per piacere. disertate i talk porta a porta, i manifestini ululanti e scendete in piazza per fare all'amore piuttosto controvoglia (controvoglia vostra, sceglietevi dei consenzienti per farlo controvoglia, se no che controvoglia è?)
scrivete poesie tutto il giorno, cantate a squarciagola e dite sempre "sì io so chi votare, di per certo"

io lo so già:
non voterò per un piduista
non voterò per un doppiogiochista
nè per un ametista
non voterò per un fancazzista
per un fascita
per un vecchio piazzista
nè per un socialriformista
non voterò per un burlone
per uno scaldapoltrone
per un cialtrone
per un massone
per un cagone
e nemmeno per chi parte incendiario
ed arriva gommone.

voterò per il primo candidato che dichiarerà:

"signori e signore l'italia è un paese di porci
 che votano il suino più suino che abbiam da proporci
quindi se avete domande da porci
fatelo ora nel tempo stabilito
noi sorrideremo suadenti e vincenti
e risponderemo, come sempre, col grugnito"




permalink | inviato da altrist il 20/2/2008 alle 1:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
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20 anni

Tiranno e vichingo, bastardo il tempo

Una barca bucata chissà se la riempio

Perché a svuotarla si fa più fatica

Trattieni il respiro è legno d’ortica

E non c’è paese in cui sbarcare

Neanche uno scoglio per naufragare

Sputo giù un seme cresce gramigna

Piango nell’acqua, acqua di vigna

Piango nell’acqua, acqua di vigna

 

 

 

 

Sogno

Mi alzo di scatto dall’incubo acerbo

Esco di casa Un po’ d’aria sana

Giuda è ormai ricco e il vigile calmo

Fa i conti in tasca a una puttana

E mentre allo schermo giornalisti e mafiosi

Ringraziano i santi beati per droga

 

Gli 8 più belli si giocano il mondo

In piazza del cristo impiccato a una toga

 

 

 

 

Ostaggio

E se mi aveste dato un nome che non sia paese

Avrei pagato inerme il riscatto più le spese

Colline mari e monti senza tracce di un confine

Avrei stretto la mano al loro Dio

 ..............ma..........

Siccome non ho visto i vostri visi in mezzo ai loro

Non godo da defunto di due o tre medaglie d’oro

Siccome siete in casa che scegliete un’altra bomba

Il vostro agnello sacro

Sgozzato per la guerra

Tra l’uomo e la colomba

Quella chiazza sulla terra

Lo special troppo corto

Perché non son risorto

Quest’anno, buona pasqua, sono io.










 

In questa città

Di nuvole gonfie color di immondizia

In questa città

Di gente affannata e mercantizia

C’è un negozio che vende l’amore

Ma è vietato bere liquore

Faccio un assegno per dei pantaloni

Guarda le strade son tutte marroni

 

In questa città

Coi portici neri color funerale

In questa città

All’angolo un povero mendica sale

C’è una signora che inquadra i bambini

Tutti vestiti color celerini

Tutti vestiti da brave persone

Guarda l’asfalto è tutto marrone

 

Andiamo partiamo

Andiamo lontano

Sento già aria di rivoluzione

E la tristezza scemare pian piano

Lontano è l’odore di asfalto marrone


In questa città

Costruiremo un portico fatto di fiori

In questa città

Costerà tutto meno faremo i signori

Si potran bere tanti liquori

E il divertimento sarà autorizzato

Faremo una musica più scatenata

E pareti e strade di cioccolato

 

Che bella città

Tutta dipinta col cioccolato

Che bella città

Tutta intarsiata col cioccolato

E ci son vestiti di tutte le taglie

E tutti i colori dell’arcobaleno

Si balla, si ama, si spende di meno

E mai più nessuno ci metterà un freno

 

Che bella città

Si balla, si ama e si pensa di meno

Che bella città

Divise dipinte di arcobaleno

Dietro le pareti di nocciolato

Rimane un barbone che mendica erba

E anche l’asfalto, non è cioccolato

E’ solo marrone, marrone di merda


 


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