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vedi un po' se gliene frega a dio (aspettando un'altra ciliegia)

già che ci sei

già che ce l'hai sempre in bocca
come una soluzione ad enigmi fantasiosi
come una cikles, come mononucleosi
come un pezzo di scotch che non si strappa
come il "belin!" che ogni tanto ti scappa

già che ci sei
e che a lui ne rendi merito
come a una torta riuscita grazie al lievito

vedi un po' se gliene frega a dio
di questi drammi artefatti che ti innamorano
delle strette di mano che consolano

vedi un po' se gliene frega
dei tuoi dibattiti sulla scopata e sulla sega
su quale sia il buco più adatto
se da dietro o da davanti dio t'ha fatto

vedi un po' se gliene frega a dio
del tuo, del vostro, del mio
personale canale di preferenza
se il tuo perdono è perdono o tolleranza

e poi vedi un po' se gliene frega a dio
di questo inferno blaterare d'opinione
se nasce un cristo da un cuore o da un coglione
da uno stupro o da un bacio non compreso
se un giuda è morto oppure lo hanno appeso

poi fammi sapere
io non ho tempo per chiedermi chi tace
sto dentro un fiasco e fuori sento spari
sento dell'uomo, della donna grumi atroci
e sto correndo e sanguino per vizio
e non ho tempo da spendere in Giudizio




Pubblicato il 29/5/2006 alle 2.20 nella rubrica Diario di questa maledetta rivouzione latente.

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