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Il senso della merda

Innalzo un inno
un inno di feci
feci che feci
e feci che non feci
feci facili di amici felici
e feci infelici di famelici stitici.

La merda è libera, più che democratica,
la merda è illogica e per questo ha sua logica
la merda che scivola, la merda che rotola,
la merda che riconsegna la vita alla vita
la merda divina, la merda proebita,
la merda in entrata, la merda in uscita.

La merda che fa paura,
la merda più chiara, la merda più scura,
che danza confusa di dentro al tuo ventre
la merda ti parla, la merda ti sente.

la merda è anarchia, potere dall'ano
è cosa di tutti, è cosa di gente
che fa del più misero uomo sovrano
che fa del più ricco signore impotente

e chi ne fa schifo
e chi si nasconde
e chi la rigetta che è roba da vili
si scorda che era, che è, che sarà
di quella sostanza che sta nei porcili
che unisce l'umano da ospizi ad asili

se solo chi regna giammai si scordasse
che grigia poltiglia produce sul trono
di bianca ceramica, di argento sua asse
sforzando i suoi muscoli appresso del tuono
allora quei titoli, i soldi, la reggia
da cui guarda fiero e iracondo le masse
varrebbero quanto un'immane scorreggia
varrebbero quanto le sue parti basse

se solo chi chino su un duro lavoro
trovasse sua arma nel bolo evoluto
per riappropriarsi del proprio decoro
rispondere agli ordini con retro-starnuto
allora potrebbe trovare l'uscita
un senso al cammino senza che si perda
per far della merda un inno alla vita
e non solamente una vita di merda




Pubblicato il 13/12/2007 alle 1.16 nella rubrica Colori.

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