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hovoglia (ssenzassensso)

hovoglia
di spegnere sorrisi dissuadenti, di togliere i commenti, di non lavarmi i denti, di dare un bacio in bocca ai prepotenti

hovoglia
della foglia, viaggiatori sulla soglia, di un arancia che si spoglia, di un tombino che germoglia

hovoglia
di fatica, di gente più pudica, di una storia antica, del cielo e di un'amaca

hovoglia
della rabbia, parole come scabbia, un frontale nella nebbia,  e di una mototrebbia

hovoglia
di cianuro, di  vomito sul muro, di essere sicuro di non aver futuro

hovoglia
dell'oblio, di non sentire dio, di un faro ed un leggio, di un lungo e lento addio

hovoglia
di fanghiglia, sudare dalle ciglia, di un chiodo alla caviglia, i sogni di una triglia

hovoglia
di pensieri indipendenti
di una radio fuori norma
di scivolare dento al cognac
di riprendermi l'infanzia
di un disprezzo spensierato
di un coniglio nel terrazzo
di una vecchia scorreggiona
di un solaio nell'imbuto
di un amico che solfeggi
di uno stato di ubriaconi
di un fienile impiastricciato
di una barca di tucani
delle frasi senza assenso
di un calendario storto
di tabacco alla cannella
di sdraiarmi sull'asfalto
di saltare sopra un pancreas
di infilarmi nel soffitto

di cinesi in affitto


ho voglia di morire e vedere il mio funerale
(ma questo lo vogliono tutti)
che poi magari ti accorgi che si sono dimenticati e non viene nessuno
e il giorno dopo provano a chiamarti per chiederti scusa
e ho voglia di lasciarlo squillare
per ore ed ore
mettere una suoneria bislacca
e lasciarlo andare così sotto terra
che il suono si propaghi per il cimitero
vedere la gente dimenarsi per capir da dove viene
perchè un urlo di morte si fa fatica a sentirlo
ma nessuno può resistere al fascino
dello squillo di un cellulare dall'oltretomba.



Pubblicato il 8/1/2008 alle 1.46 nella rubrica Diario.

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