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Burattino (dove tutto cominciò)



quando ho incominciato ho deciso di scrivere sotto la mia testa da pagliaccio (un po' datata ormai)
le parole della prima canzone che ho avuto il coraggio di cantare davanti alla gente
è la storia di un burattino tutto qua, come ce ne sono tante
di un burattino che ho conosciuto e che come tanti burattini non ha mai la parte del protagonista nella sua vita
si sa, c'è chi fa arlecchino, chi pulcinella, chi mangiafuoco
e poi ci sono burattini come lui, costretti ad indossare nella commedia la parte che serve,
non quella che desiderano
un giorno è muratore, un giorno è carabiniere, un giorno vive su un marciapiede
insomma quello che fa girare meglio la storia
e mentre i primi attori e le prime attrici sono da qualche parte a festeggiare lui entra nel bar che si può permettere
al bancone c'è un giovane barista con la faccia da clown
lui si siede, stanco e sporco, aspetta che sia ora di chiuedere
e piange, un poco...

E nevicava quella sera, tra i rintocchi ed i balocchi
rossi ciocchi di ciliegio, non c'è ceppo senza pregio
e nevicava e lui piangeva tra la nebbia ed un grappino
con la testa abbandonata, nata in faggio, un burattino

e starnutiva la fuliggine e la calce del lavoro
quattro rughe di rottami sulle dita per decoro
e beveva e bestemmiava assi di scopa in mezzo al vino
con la testa stracolmata di tristezza un burattino

si avvicinava al bancone col sorriso sbronzo e saggio
"Mangiafuoco m'incatena alla catena di monataggio,
vuoi un assaggio del mio giorno, torno stanco dal mattino,
che non penso che alla notte"
quante botte burattino

e dondolava dentro al cranio una speranza di cervello,
una danza di neuroni in piedi in fila ad un cancello
per entrare a fare festa con lo spirito diVino
"rosso o bianco sono stanco di giocare al burattino"

si abbandonava spensierato gli occhi fissi nello schermo
uno spot per i suoi sogni un micro-onde nello sterno
che batteva e ribatteva ad ogni frase dell'omino
sorridente, bianco dente, intratteneva il burattino

ecco l'ora di chiusura la calura dell'interno
fa contrasto con la strada "ci scommetto, anche l'inferno
è un postaccio in mezzo al ghiaccio tra un applauso ed un inchino"

di un sbronza il resto è stronza marcia vita, burattino

puoi piegarti alla neve puoi giocare alle bandiere
puoi pigliare il mondo a pugni e il sole a calci nel sedere
ma se ti volti e ti rivolti nell spago del teatrino
resterai per sempre vago spento e stanco burattino...




(e sopportate voce chitarra e armonica anche stavolta, grazie)


Pubblicato il 3/5/2006 alle 19.22 nella rubrica Diario.

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