Blog: http://altrist.ilcannocchiale.it

un mare di merda

si ritrovò
a nuotare nella merda
improvvisamente
il suo desiderio più recondito
la sua avanguardia più agognata
lo contorniava di umori pulsanti

merda ancora viva si intende
merda che fuma, merda che sussulta
merda che sputa, vomita e gracchia
merda scribacchia

e come la più acuta nota di un violino
sentiva quell'olezzo sbarazzino
talmente acre e pungente
da far piangere i bambini

e quell'olezzo pesante e grave
come un temporale
che investiva e avvolgeva di fetore
era merda di stagione
era merda di dolore

ed altre altre altre altre
tinte di marrone in quel raccogliersi
in quel distendersi e annegarsi
di liquido e di solido, di ansia di morire
come il peggiore dei meschini

sussulti di vita, sussulti di morte
ed una sorpresa, sorpresa sottile
che in quel mare d'escremento
vi era la varietà dimenticata
varietà d'angoscia e varietà gentile

vi era quel singhiozzo di tinte e di odori
di umori di impressioni
che altrove non trovava
nelle scatole dei suoi simili
nelle parole dei profeti
negli addii delle amanti
nelle ire danzanti

era merda signori e signore
merda ribelle, nauseante, selvaggia
merda umana, mica d'autore
un mare di merda senza una spiaggia




Pubblicato il 14/5/2006 alle 11.8 nella rubrica Colori.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web